Francesca Rosa

Francesca Rosa vive a Vezia e lavora presso la Radiotelevisione della Svizzera italiana.

Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo Non smettere di parlare presso Salvioni Edizioni di Bellinzona.

Nello stesso anno il racconto Il mondo è rotondo si è classificato secondo nella categoria narrativa inedita al concorso “L’ebbrezza della vita” a Catania, mentre il racconto Lezioni di guida con licenza di vivere è stato pubblicato nell’antologia delle opere finaliste del concorso “Il carro delle muse 2019”.

Nel 2021 ha pubblicato il racconto per bambini Punti di vista, presso Giovanelli Edizioni (BO).

Susanna Salerno

Susanna Salerno è nata a Roma nel 1964. Ha studiato Letteratura, Storia e Filosofia all’Università di Roma «La Sapienza» e all’Università di Zurigo. Si è poi trasferita in Engadina, dove vive dal 1993. Ha insegnato lingua e cultura italiana in diversi istituti scolastici. Dopo un successivo studio in Psicologia, si è specializzata in Psicoterapia a Winterthur e da allora lavora come psicoterapeuta nel suo studio privato. Ha pubblicato il romanzo Negli occhi di un altro (editore Albatros, 2009), La fonte del male (Armando Dadò editore, Locarno, 2020) e Come in cielo così in terra (Armando Dadò editore, Locarno, 2022).

Alessio Pizzicannella

Alessio Pizzicannella (1973) nasce nella provincia romana e a vent’anni si trasferisce a Londra dove studia fotografia al London College of Printing. Ha lavorato per l’NME («New Musical Express»), uno dei più accreditati periodici di musica mondiali, girando il mondo per ritrarre autori del calibro di Neil Young, Rolling Stones, Metallica, REM, Radiohead, U2. Ha collaborato con le principali case discografiche e con i più noti magazine italiani e internazionali («Vanity Fair», «Rolling Stone», «Times», «The Guardian», «The Observer»).

Vive a Locarno dal 2012, dove è stato fotografo ufficiale del Locarno Film Festival ritraendo artisti del calibro di Harvey Keitel, Edward Norton, Christopher Lee, Michael Cimino, Faye Dunaway, Adrien Brody.. Sue le foto di Un giorno da Liga, il libro fotografico dell’evento live di Ligabue (2005). Ha pubblicato Verso Sud, il diario di viaggio realizzato al seguito dei Negrita (2006). Le sue produzioni cinematografiche: Come un morto ad Acapulco (2014), Glastonbury (2014), e il suo primo lungometraggio, Dawn Chorus (2021), di cui firma regia, sceneggiatura e co-produzione.

Nel 2021 viene pubblicato il suo primo romanzo, Rito di Passaggio, per la casa editrice Baldini & Castoldi.

www.alessiopizzicannella.com

Elda Pianezzi

Di origine ticinese, vivo da ormai quasi tre decenni a Zurigo, dove mi sono laureata in Inglese, Storia e Scienze politiche, e dove si trovano i miei interessi e la mia famiglia. Lavoro come traduttrice, interprete e giornalista freelance e scrivo romanzi e racconti, con qualche occasionale excursus nel mondo della poesia. Nel 2010 ho pubblicato il romanzo 2745 m s. l. m. presso Salvioni, uscito anche in lingua tedesca nel 2020 con la casa editrice Antium. Presso Salvioni sta per uscire anche un nuovo giallo, intitolato Lamento di balena.

Mi piace osservare ciò che accade attorno a me e mi interesso di temi politici, sociali e anche di scienza e natura. Mi sposto quasi esclusivamente a piedi e in bici o con i mezzi pubblici, adoro nuotare nei laghi, passeggiare in montagna, leggere libri e chiacchierare con amici e sconosciuti. Ho una figlia alla quale cerco di insegnare il rispetto, la giustizia, il coraggio e il valore dell'impegno. Non mi piacciono le scorciatoie e credo nell'anarchia quale forma di gestione personale fondata sull'etica e sulla morale.

eldapianezzi.com

Jessica Imhof

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Su di me
Sono una ragazza allegra, solare ed estroversa. Sono molto determinata e quando mi pongo un obiettivo faccio di tutto per raggiungerlo. Non mollo facilmente.

Ho una laurea in ingegneria gestionale, d’estate mi piace andare in montagna, amo viaggiare e scoprire nuovi luoghi e culture, ma mi piace anche stare semplicemente a casa a leggere o scrivere e uscire con gli amici.

Durante l’adolescenza ho scoperto la passione per la scrittura, ho sempre amato leggere, ma a diciassette anni ho iniziato anche a scrivere, da prima mi sono buttata nel mondo delle fanfiction, il quale mi ha permesso di scrivere tanto e farmi le ossa, imparando man mano ad affinare la mia scrittura, poi ho iniziato con qualche storia breve e alle fine ho avuto l’idea per il primo romanzo e da lì non sono riuscita a smettere.

www.jessicaimhof.com

Bibliografia
Il Cristallo della Luna
Maggio 2019
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Genesis Publishing

Sulle ali della primavera
Aprile 2020
Genere: Raccolta di racconti, progetto per la quarantena per il quale ho contribuito con un mio racconto breve
Casa Editrice: Genesis Publishing

Il guerriero di ghiaccio (novella)
Gennaio 2021
Genere: Romance, Fantasy
Casa Editrice: Genesis Publishing

Silvia Bello Molteni

Silvia Bello Molteni (1966) è nata a Baden (AG) ed è cresciuta a Lugano. È sposata e ha due figli adottivi.

Inizia la sua carriera professionale come insegnante di Scuola Elementare (Lugano e Cureglia) e prosegue come docente di sostegno per apprendisti sordi o deboli d’udito. In seguito lavora in ambito socioeducativo specializzandosi nell’inserimento professionale di persone al beneficio della rendita d’invalidità.

Dal 2016 coordina presso la Clinica Luganese Moncucco un progetto d’inserimento scolastico e professionale rivolto a persone rifugiate e a giovani ticinesi in assistenza.

Scrittura

Parallelamente all’attività lavorativa si dedica alla scrittura da diversi anni, in maniera più assidua dal 2012, dopo la morte improvvisa di sua madre.

  • Alcuni suoi racconti sono stati premiati in occasione di concorsi letterari in Svizzera e in Italia;

  • Le perle di Rue Soukarno - Lucca 2013, Premio Racconti nella rete;

  • Si è rotto il cielo - Abano Terme 2014, Premio Voci-città di Abano Terme, 1° Premio Narrativa;

  • Lettera a voi che guardate - Bellinzona 2014, Concorso letterario Castelli di Carta;

  • Soltanto due dita - Palazzago (BG) 2015, Premio Letterario Salvatore Quasimodo, 1° Premio;

  • L’insieme vuoto - Massa 2016, Premio San Domenichino, 1° Premio Racconto breve;

  • Intersezione - Bellinzona 2017, Concorso letterario Castelli di Carta;

Attività letterarie e pubblicazioni.

  • Dal 2015 fa parte della giuria del premio letterario Racconti nella Rete, Lucca;

  • Due suoi racconti sono apparsi sul quotidiano ticinese La regione: Poesia d’estate (2015) e Sigari e mentine (2017);

  • Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di racconti Di verso ostile con Salvioni Edizioni;

  • Nel 2020, sempre con Salvioni Edizioni, ha pubblicato il suo primo romanzo Non sei solo.

Donatello Vegliante

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Donatello Vegliante nasce nel 1980 a Coira, una località della Svizzera orientale, da genitori emigrati di origine italiana.

Cresciuto a Flims, un piccolo villaggio di montagna che gli trasmette la passione per la scoperta di luoghi e culture.

Successivamente si trasferisce in Ticino diventando profondamente e spiritualmente amante della natura, tanto che lo portano ad avvicinarsi alla scrittura per descriverne sensazioni e meraviglie di quei paesaggi incantati che appaiono come dipinti.

Costantemente alla ricerca di ispirazioni in quei nuovi paesaggi e silenzi di luoghi meravigliosi, si appassiona alla scrittura, ma ci vorranno ancora molti anni, e purtroppo, molta sofferenza di vita vissuta prima che decida di scrivere realmente la sua prima opera.

www.donatellovegliante.ch

Sileno Oggian

Sileno Oggian nasce a Sorengo, Cantone Ticino, in Svizzera il 3 Giugno 1963 alle 18.30.

Formazione di base Ginnasio a Viganello, STS di Trevano in architettura poi abbandonata.

Formazione professionale-tecnica, Disegnatore di Macchine, Dipl.Fed. Perito Aziendale (SOA).

Appassionato di tutto quanto diverte, motociclista esperto, fotografo creativo, musicista autodidatta, poeta , cuoco, pittore, alpinista, conduttore di cani da ricerca, skater, sciatore e poco altro. Anche scrittore apprezzato dai suoi tre figli che ha contaminato nel DNA di quasi tutte le sue passioni.

Il suo motto è: “Che il proprio corpo riesca a seguire lo spirito, sempre”.

Lorenza Noseda

Laureata in Pedagogia e Psicologia sociale della famiglia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Per vent’anni ha presieduto l’Associazione degli Amici dell’Accademia d’architettura di Mendrisio, che ha distribuito borse di studio a oltre duecento studenti provenienti da una ventina di paesi. Parallelamente a questa attività, ha curato la collana Incontri, edita dall’Accademia, nella quale sono state pubblicate le conferenze annuali tenute per l’Associazione. Fra i relatori: Renato Dulbecco, Giulio Giorello, Zygmunt Bauman, Lucio Caracciolo, Giacomo Rizzolatti, Peter Schneider, Adam Michnik, Arnaldo Benini, Giorgio Vallortigara, Peter Greenaway.

Ha esordito nella narrativa con Gente di frontiera, (Macchione editore, Varese 2019), che ha vinto il Premio Chiara inediti 2019.

Carlo Silini

Carlo Silini è nato a Mendrisio, si è laureato in teologia a Friburgo, è sposato e ha un figlio. Editorialista e caporedattore al Corriere del Ticino (www.cdt.ch), nel 1999 ha firmato con Giovanni Vigo il saggio Dal mille al futuro, ed. San Giorgio. Nel 2005 ha vinto il premio di “giornalista svizzero dell’anno”, attribuito dalla rivista Schweizer Journalist. Nel 2015 si è invece aggiudicato lo Swiss Press Award - il principale premio di giornalismo svizzero - nella categoria Print. E nel 2017 ha fatto il bis del medesimo riconoscimento nella categoria “Local”. Come scrittore ha esordito nel 2015 col thriller storico Il ladro di ragazze (ed. Gabriele Capelli), ambientato nel Mendrisiotto del Seicento. In gennaio 2019 è uscito, sempre per Gabriele Capelli, il suo secondo romanzo dal titolo Latte e sangue (vedi la pagina dell’editore).  

Nicole Rampazzi

Foto di Lisa Regazzi

Foto di Lisa Regazzi

Nicole Rampazzi nasce a Linescio nel 1977.

Negli anni cresce sempre più forte in lei la necessità e l’esigenza di interrogarsi sul senso della vita, sull’esser donna, sulle relazioni e su come elaborare la sua storia personale per essere al servizio degli altri e della madre terra.

Ricerca e sperimenta nel campo dello sciamanesimo e della medicina spirituale e parallelamente si diploma come infermiera in psichiatria. Dopo dieci anni di ricerche, approfondimenti e pratica fa della medicina spirituale il suo senso di vita e la sua professione.

Da anni, oltre a tenere sedute di cura individuale, conduce cerchi di donne e seminari accompagnando le persone alla riscoperta di sé stesse a contatto con la natura.

Nel 2018 pubblica il suo primo libro, Il mio Nome è Due Arcobaleni, intrecciando momenti di vita quotidiana vissuti nel suo paesino con insegnamenti ricevuti nel suo cammino.

La si può contattare via mail (nicole.rampazzi@gmail.com) o al numero di telefono 0792621057.

Plinio Giacomini

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Plinio Giacomini nasce a Locarno nel 1967 e cresce a Giubiasco. Dopo gli studi in Matematica all’Università di Zurigo si stabilisce stabilmente nella città sulla Limmat anche se per lavoro viaggia molto, in Europa, America Latina, Medio e Vicino Oriente, ciò che gli permette di approfondire la conoscenza di altre culture, lingue e ampliare i propri orizzonti.

Nel 2013 pubblica con Sensoinverso Edizioni il suo primo romanzo: La chiave d’argilla (clicca qui per maggiori informazioni).

A fine 2015 decide di dedicare più tempo alla letteratura e ad altri progetti e lascia la ditta dove ha lavorato per molti anni. Il primo risultato concreto di questa scelta è il suo secondo romanzo L’eternità di allora pubblicato con Salvioni Edizioni a inizio 2020 (clicca qui per maggiori informazioni).

Attualmente vive tra Zurigo e il Ticino.

Doris Femminis

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Doris Femminis nasce a Cavergno nel 1972. Accanto al lavoro di infermiera in psichiatria, per otto anni alleva capre in val Bavona. Nel 2002 si trasferisce a Ginevra dove inizia a scrivere la storia di sua nonna e delle donne nella civiltà contadina. Nel 2014 torna ad abitare in montagna e, nel 2016 pubblica Chiara cantante e altre capraie (Pentagora, Savona, 2016).
Per raccontare del mondo della psichiatria, scrive invece Fuori per sempre (Marcos y Marcos, Milano, 2019), Premio svizzero di letteratura 2020.
Con la sua famiglia vive sull'altopiano del Giura vodese dove lavora come infermiera a domicilio.

(foto di Christelle Villégier)

Giorgio Keller

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Giorgio Keller (1957) è cresciuto dapprima a Lugano e in seguito a Bellinzona, da dove partì diciottenne per Zurigo come traduttore presso un’assicurazione. La sua prima opera editoriale – da tredicenne - è stata un periodico chiamato “Autosprint” dedicato all’automobilismo, scritto e stampato sul ciclostile dell’ufficio di papà Oscar e distribuito al Ginnasio di Bellinzona a 50 centesimi a copia per tre edizioni fino all’intervento del direttore scolastico che lo invitava ad applicarsi maggiormente ai temi scolastici anziché “pubblicare giornaletti”.

Nel 1973 ebbe la possibilità di cominciare a scrivere sui temi motoristici al “Dovere” di Bellinzona grazie all’allora redattore sportivo Plinio Gabuzzi e all’interesse dell’editore Gianni Salvioni, pilota attivo in campo nazionale. Lascia l’assicurazione e si mette in proprio a vent’anni e dal 1978 a tutt’oggi è pubblicista freelance occupandosi prevalentemente di sport motoristici e sci alpino. Ha frequentato dozzine di Gran Premi di Formula 1 e del Motomondiale, Le Mans e via dicendo, coprendo 782 gare di Coppa del Mondo di sci, 15 Mondiali e quattro Giochi Olimpici invernali.

Ha scritto per tutti i giornali e le riviste ticinesi (e altri in tutta la Svizzera) oltre a diverse pubblicazioni specializzate in molti paesi europei. Per TV e radioemittenti, ha collaborato – in diverse lingue – con le maggiori stazioni europee come ARD e ZDF, ORF, Rai, Eurosport e RSI fino ad arrivare alla CBS americana. E’ stato anche rinomato fotografo sportivo per molti anni, risultando tuttora l’unico svizzero ad aver vista pubblicata nel 1984 una sua fotografia in copertina del settimanale Newsweek. Oltre al giornalismo e alla fotografia, ha lavorato anche nelle relazioni pubbliche e nel management sportivo, occupandosi di campioni del mondo e olimpici, piloti di Formula 1 e calciatori di leghe superiori. Dal 2005 si occupa pure della gestione di eventi sotto il suo label swissSpirit.org e commenta eventi sportivi per una catena televisiva.

Dal punto di vista editoriale, ha pubblicato quattro libri. Il primo (Michi) nel 1984 riguardante Michela Figini, freschissima campionessa olimpica in discesa libera a Sarajevo. Il secondo – in tedesco – si chiama Schweizer Strassenpässe (“Passi stradali svizzeri”) ed uscì nel 2007, raccogliendo impressioni, dati tecnici e fotografie di 131 valichi stradali. Terzo libro: Silvio Moser Pilota indipendente, 2014, in ricordo del pilota Silvio Moser a 40 anni dalla sua scomparsa. Fine novembre/inizio dicembre del 2019 viene presentato “Piloti ticinesi da Grand Prix, 111 anni di emozioni” (Fontana Edizioni): una rassegna di quaranta piloti ticinesi su quattro, tre e due ruote che abbiano preso parte a Gran Premi automobilistici, di Formula 1, motociclistici o alla 24 Ore di Le Mans dal 1908 a tutt’oggi, presentati sottoforma di biografie fototesto. 40 piloti, 50 capitoli, 1'200 fotografie: un’enciclopedia dello sport motoristico ticinese ricca di 400 pagine. Altri progetti editoriali in ambito sportivo sono pronti nel cassetto.

Lisa Gyongy

Nasco un giorno d’autunno del 1983 in Svizzera. Scrivo, disegno, faccio film. Vivo tra Locarno, Parigi, Torino e il mondo. Lavoro come assistente alla regia, segretaria d’edizione e montatrice. Realizzo piccoli film di finzione e d’animazione e riscopro nel viaggio il piacere di documentare la vita reale. Sto scrivendo il mio primo romanzo e la sceneggiatura del mio primo lungometraggio.

Il mio sito internet è https://lisagyongy.wordpress.com.

Mirko Stoppa

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Mirko Stoppa (1964), giornalista professionista, dopo aver lavorato per alcuni quotidiani della Svizzera italiana, oggi si occupa di comunicazione per una grande azienda di commercio al dettaglio.

Ha esordito nel 2015 con «L’assassino del domino», un romanzo giallo ambientato a Locarno con il primo assassino seriale della storia moderna della criminalità del Ticino. Nel 2016 ha pubblicato «Hircus occidit Lavis», un «naturale seguito» del precedente ma con una sua autonomia narrativa dove l’ex poliziotto Livio Rezzonico diventa il custode dei casi irrisolti del passato. Nel suo lavoro s’imbatte in alcuni casi anomali che sembrano collegati tra loro, ma la cosa più preoccupante è che il presunto assassino sembra ancora attivo. Il ritorno di una figura atipica in una Lugano che scopre di avere un lato oscuro.

Nella primavera del 2019 è uscito «Livio, trovami» in cui il protagonista è sfidato. Le mura dei castelli di Bellinzona e un monte sopra Mezzovico fanno da sfondo in una corsa contro il tempo dove i perdenti non sono solo i morti.

Nel luglio dello stesso ha pubblicato «Il mistero della rotoballa», che, a differenza dei romanzi già pubblicati, si ispira a fatti realmente accaduti. Qui, però, lo sviluppo della narrazione prende un’altra strada con un finale che, a differenza dei precedenti racconti, mostra i limiti dell’ex poliziotto Livio Rezzonico: la certezza non appartiene al mondo del crimine.

Tutti i titoli sono editi da Createspace independent Publishing Plattform (Amazon).

Per maggiori informazioni, il link alla pagina Facebook dedicata ai romanzi e al protagonista Livio Rezzonico.

Marco Schiavon

Nato a Treviso, suona come primo oboe solista presso l'Orchestra della Svizzera Italiana. Ha pubblicato per la rivista online “Perlascena” un corto e la raccolta di poesie “I canti silenziosi degli aironi” per la casa editrice “Montedit” conseguendo il riconoscimento di miglior opera di ricerca poetico espressiva al Concorso Internazionale “Locanda del Doge”. Ha ottenuto il secondo premio al concorso letterario nazionale “Olympia Montegrotto Terme 2013”

È stato letto un suo testo al reading di Fiuggi (Agosto 2013) organizzato da Fabrizio Caleffi.

Ha ricevuto un attestato di merito per alti valori culturali al Festival “Teatrando” con il monologo “Call center”.

Il suo corto teatrale “Il provino” è stato rappresentato al Teatro Antigone di Roma nella rassegna Nops (Dicembre 2013).

Ha vinto il concorso “Alexandriascriptorifestival” con il testo Frammenti e il premio “UNICOOP TIRRENO” con il monologo “La pressa” che è anche stato segnalato al concorso internazionale “Per voce sola” e pubblicato da Nerosubianco edizioni.

Ha partecipato alla rassegna “Teatro in provincia” organizzata dal Cendic dove è stato letto in diversi teatri italiani il suo testo Il frutto nel 2015 e Videogame nel 2017.

È risultato finalista: al concorso “I monologhi del frigorifero”, al Premio “Oltreparola” e al Premio per il teatro “Vittorio Veneto”.

Ha ricevuto una Menzione d’Onore al Premio letterario nazionale “Teatro Aurelio”; si è classificato terzo al Concorso “Turi Scalia”.

Ha vinto il primo premio al concorso “Martucci” città di Valenzano con la commedia La clinica di Arlecchino e il premio “Teatro Helios” al concorso “la Riviera dei monologhi” di Bordighera con il corto La panchina.

Nel 2016 è stato finalista al Premio “Lago Gerundo” e al concorso “Un bagaglio di idee”; si è inoltre aggiudicato il prestigioso “Premio Ipazia alla nuova drammaturgia contemporanea” con l’atto unico STABAT MATER.

Nel 2017 ha vinto il Premio Noax/Novuacs con il testo La cura della sedia.

È stato finalista alla selezione “Va in scena lo scrittore” indetta dal FUIS, al premio SCENA&POESIA e al concorso ”Belli corti” organizzato dal Nuovo Teatro San Paolo a Roma dove è andato in scena il corto Russa!.

Nello stesso anno sono stati messi in scena due suoi spettacoli per le scuole (L’isola dei violoncelli e un adattamento da Sogno di una notte di mezz’estate).

Nel 2018 è nuovamente nella rosa dei finalisti al premio SCENA&POESIA, si è classificato terzo al concorso “Un bagaglio di idee” con L’esatta indeterminazione dei numeri e ha ottenuto una segnalazione al Premio Letterario “La Clessidra” con Frammenti.

È stato segnalato alla XIV edizione del Premio Fersen con il dramma Whatsapp Edipo ed è il vincitore della IV Edizione del Premio CENDIC Segesta con il testo Il colore della forma.

Davide Staffiero

Davide Staffiero, classe 1984, è nato e cresciuto in Svizzera. Inguaribile cinefilo e avido consumatore di serie tv, dopo un breve periodo come critico cinematografico si è trasferito in televisione, dove oggi seleziona i film da proporre in palinsesto. Lettore onnivoro e spettatore curioso, divora storie per passione e per lavoro, tanto che qualche volta gli viene voglia di scriverne una di suo pugno.

Il Programma gli è valso una menzione al merito al Premio Internazionale Salvatore Quasimodo 2017 e il primo posto al Premio Giovane Holden 2018.

Carmen Weiz

Carmen Weiz nacque negli anni ‘70 in Brasile, da madre tedesca e padre italiano. Si laureò in Architettura nella città di São Paulo. Per oltre dieci anni visse in Italia, e da otto anni vive in Svizzera. Incentivata dalla madre, diventò una grande lettrice. La passione per i libri e la multiculturalità la ispirarono a diventare una scrittrice.

I suoi romanzi sono ambientati nella Svizzera tedesca e sono disponibili in quattro lingue (italiano, inglese, portoghese e tedesco), in formato cartaceo e digitale.

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Mattia Bertoldi

© Luca Sangiorgi

© Luca Sangiorgi

Mattia Bertoldi scrive: romanzi, articoli di giornale, racconti, questa breve biografia di se stesso. Nato nel 1986 a Lugano, è cresciuto con i film di Robin Williams e si è laureato in letteratura e linguistica italiana/inglese a Zurigo. Nel 2012 ha esordito con Ti sogno, California, edito da Booksalad; il suo ultimo romanzo è Come tanti piccoli ricordi (2019), pubblicato da tre60. Molto di ciò che sa sulla narrativa lo ha imparato da un Duca. Il suo motto è “Nulla dies sine linea”. Dal 2015 è membro di comitato dell’Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana (ASSI). Ha una scoppiettante Harley-Davidson con cui ha raggiunto l’Irlanda, ma è sempre felice di salire su un treno per raggiungere una libreria o una scuola per parlare di storie.

Il suo sito è www.mattiabertoldi.com