Legge sul sostegno alla cultura

Legge sul sostegno alla cultura

sabato 9 novembre 2013

alle ore 10.45

nell'ambito della

Rassegna del libro della Svizzera italiana

che si terrà al Mercato coperto di Mendrisio dal 7 al 10 novembre

l'ASSI

Associazione Scrittori Svizzera Italiana

organizza una tavola rotonda che avrà come argomento la

Legge sul sostegno alla cultura.

Parteciperanno:

l'onorevole Manuele Bertoli

il direttore della Divisione della cultura Sandro Rusconi

il dott. Ing. Monica Duca Widmer

la prof. Raffaella Castagnola sarà la moderatrice.


I protagonisti dell'incontro

risponderanno ai quesiti che il pubblico vorrà liberamente porre.

Sarà un'occasione per mettere a fuoco i problemi inerenti la

Legge sul sostegno alla cultura del Canton Ticino.

Seguirà rinfresco.

Grappoli di Sessa 2013

domenica 8 settembre 2013

alle ore 15:30

Grappoli di Sessa

L'ASSI

Associazione Scrittori Svizzera Italiana

invita all'apertura della stagione letteraria autunno-inverno 2013

ai

Grappoli di Sessa

prima parte:

interventi da parte di alcuni Soci ASSI

seconda parte:

lettura dei testi inediti secondo la ricetta di

Mariano Morace

 

Quest'anno per l'apertura della seconda parte del programma letterario dell'ASSI abbiamo scelto un tema particolare che i nostri soci sapranno affrontare nel modo a loro più congeniale, secondo la propria fantasia:

LA CUCINA

Mariano Morace ci ha regalato una ricetta speciale dalla quale i nostri scrittori potranno trarre lo spunto per un racconto breve

max 2500 battute spazi compresi

Gli autori dei primi 5 testi che giungeranno alla nostra segreteria entro il 6 settembre (per mail o cartaceo), saranno nostri ospiti alla spaghettata che seguirà ai Grappoli di Sessa, dopo le 18:30.

Tutti i racconti pervenuti verranno letti dagli autori (in ordine alfabetico) compatibilmente con il tempo a disposizione.

Confidiamo in una rilevante partecipazione dei nostri Associati e nell'attesa dei vostri scritti vi salutiamo caramente.

Il biancomangiare è un dolce di origini antiche. A dir la verità alle origini il biancomangiare non era una ricetta specifica, ma una preparazione medievale basata sulle presunte qualità del colore bianco, simbolo di purezza e ascetismo. Era un cibo destinato alle classi superiori e prese il nome dal colore degli ingredienti che prevalevano nella sua elaborazione, come il petto di pollo, il latte, le mandorle, il riso, lo zucchero, o ancora lardo, zenzero bianco, ecc.

Era quindi una ricetta dolce o salata, interpretata variamente a seconda delle diverse aree geografiche: non esisteva dunque il biancomangiare, ma i biancomangiare.

Si ritiene che abbia avuto origine in Francia per la frequente presenza negli antichi ricettari di termini come blanche mangieri, balmagier, bramagère.

Nel '400 Mastro Martino (il "nostro" Mastro Martino, erroneamente chiamato Martino da Como, ma originario della val di Blenio!) suggerisce una ricetta più elaborata ma anche delicata, con l'introduzione di brodo di cappone, mollica di pane bianco, acqua rosata, agresto e zenzero.

In Sicilia invece il biancomangiare è un dolce, e risente negli ingredienti dell'influenza araba, una crema preparata con mandorle tritate, zucchero, amido, buccia di limone, cannella, e messa a raffreddare in forme di terracotta.

Mariano Morace da sempre è appassionato di cucina, in tutte le sue forme. Dopo nove anni di insegnamento nelle scuole pubbliche si dedica al giornalismo e lavora per 30 anni alla RSI come redattore, critico cinematografico e infine responsabile della Formazione e Selezione. Ma non dimentica la passione per i fornelli: realizza diversi programmi radiofonici dedicati al cibo (cinema e cibo, le ricette di Mariano, eccetera), collabora in TV dapprima con la trasmissione "i cucinatori", poi con "Piatto forte", e dal 2010 cura la pagina "Mangiare bene" sul settimanale Extra.

Ringraziamo Mariano Morace per la sua ricetta e ci auguriamo di averlo con noi durante l'incontro.


Ricetta del Biancomangiare

Ingredienti: 1/2 litro di latte, 300 grammi di mandorle, 200 grammi di zucchero, 2 decilitri di panna da montare, scorza di 1 limone, cannella, 10 grammi di colla di pesce.

Sbucciate le mandorle (oppure comprate quelle già sbucciate), poi tritatele al coltello o con un mixer, mettetele in una ciotola e unite il latte in modo da coprirle interamente.

Ora aggiungete 150 grammi di zucchero, mescolate fino a scioglierlo e lasciate in infusione per una notte intera. Poi filtrate il composto, meglio attraverso un panno posizionato all'interno di una ciotola, oppure con un colino e una garza.

Strizzare bene il canovaccio contenente le mandorle, in modo da far uscire tutto il liquido e raccoglierlo nella ciotola. Versate il liquido ottenuto in una casseruola, aggiungete un pizzico di cannella e la scorza di un limone e fatelo andare a fuoco molto dolce con il restante zucchero. Aggiungete la colla di pesce che avrete precedentemente ammorbidito in acqua fredda e fatela sciogliere, poi lasciate raffreddare il composto e quando comincerà ad addensarsi unitelo alla panna che avrete montato. Versate il composto in stampini bassi e rotondi e fate raffreddare in frigorifero per 6 ore. Per sformare il dolce, immergete gli stampini in acqua calda per qualche secondo. Potete decorare il vostro biancomangiare con frutta candita, pistacchi tritati, scorzette di arancia: come più vi piace.

Assemblea ordinaria 2013 e La mappa del tesoro

sabato 4 maggio 2013

alle ore 15.00

presso Palazzo dei Congressi di Lugano,

sala C

 

Ordine del giorno

Saluto della Presidente

Nomina del Presidente del giorno e degli Scrutatori

Approvazione verbale dell'ultima assemblea

Relazione della Presidente

Relazione del Tesoriere e rapporto dei Revisori

Presentazione dei nuovi Soci

Membri comitato dimissionari e nuovi Membri

Attività futura

Varie ed eventuali

 

Al termine dei lavori assembleari,

alle ore 17:00 circa

Andrea Fazioli

Michele Fazioli

Gregorio Schira

ci intratterranno con la coinvolgente performance:

LA MAPPA DEL TESORO

un tracciato di letture fra pagine e suoni.

Seguirà un rinfresco offerto dall'ASSI,

e una cena, su prenotazione, concluderà la serata.

Yvette Z'Graggen

19 aprile 2013

alle ore 18.00

presso Palazzo dei Congressi di Lugano,

sala C

L'ASSI

(Associazione Scrittori Svizzera Italiana)

vi invita alla serata dedicata a

Yvette Z'Graggen

LA GRANDE DAME DES LETTRES ROMANDES

nel primo anniversario della morte

relatore

Markus Hediger

moderatrice

Ketty Fusco

letture

Annamaria Pianezzi Marcacci

 

Nata a Ginevra nel 1920, Yvette Z'Graggen (ginevrina e austriaca da parte di madre, svizzero-tedesca da parte di padre) ha 19 anni quando scoppia la guerra.

Un'esperienza che la tocca nel vivo, tanto che negli anni successivi decide di percorrere l'Europa in rovina, lavorando per la Croce Rossa.

Scrive il suo primo libro, L'appel du rêve nel 1939, che però appare solo nel 1944. A 91 anni, nel suo ultimo romanzo, Juste avant la pluie, palesemente autobiografico, con il suo stile limpido e complice, e con la sua onestà intellettuale, narra la vita di una giovane ginevrina spezzata dalle follie della Storia, nell'avventura avvelenata di amori tedeschi durante gli ultimi istanti di pace prima dello scoppio della guerra.

Dopo i primi romanzi che la consacrano scrittrice, entra nelle Editions de L'Aire.

Dal 1952 al 1982, questa giovane donna energica, realizza per la Radio Suisse Romande delle emissioni culturali e letterarie. Dal 1982 al 1989, lavora come documentarista alla Comédie de Genève sotto la direzione di Benno Besson.

Oltre ai romanzi, Yvette Z'Graggen, ha composto numerose pièces radiofoniche, anche per la RSI, e tradotto opere dall'italiano e dal tedesco. Si può dire che ha ereditato una cultura germanica e slava, di cui conserva la pugnacità e una parte di sogno.

Nel complesso, le sue opere formano un mosaico tenacemente attaccato all'emancipazione delle donne ed alle lotte sociali. Parallelamente esse sono profondamente umaniste e romanzesche.

Il suo stile, pieno di vita, cesellato ma vicino al quotidiano, ha largamente impressionato il pubblico tedesco. Traduttrice di Max Frisch e di Annemarie Schwarzenbach, è stata una donna libera, impegnata senza dogmatismi ed entusiasta malgrado l'osservazione costante delle mancanze e degli abusi della società nei confronti dei suoi membri più fragili.

Yvette Z'Graggen, grande dame des Lettres romandes, ci ha lasciati il 16 aprile 2012 a Ginevra.

Biografia, quella di Yvette Z'Graggen, che la scrittrice espone nei suoi romanzi Le Filet de l'oiseleur, Cornélia, La Punta, Mathias Berg, e in diversi racconti autobiografici che le consentono di investigare la storia della sua famiglia, sia paterna che materna, rintracciando i fili della sua origine. Nel romanzo Les Années silencieuses analizza con coraggio il destino degli ebrei in Germania negli anni del nazismo e il ruolo della Svizzera in questa vicenda.

Tè con l'autore

23 febbraio 2013

alle ore 17.00

presso Reverberiarte,

in viaolgiatiotto

a Lugano

 

Sergio Marengo

e

Silvio Raffo

 

 

Questo è il primo di una serie d’incontri pomeridiani che l’ASSI vuole dedicare ai propri soci affinché le loro opere siano conosciute e condivise. Ogni volta sarà presente un invitato e alcuni Soci attivi dell’ASSI; questi beninteso, come abbiamo già comunicato, dovranno iscriversi di volta in volta, durante gli incontri. Noi del Comitato cerchiamo di mantenere le promesse e speriamo perciò che il nostro impegno non sia vano ma venga coronato dal successo che ci dimostrerà il vostro apprezzamento. Vi aspettiamo perché tra un dolcetto e un sorso di tè, si potranno scambiare le opinioni ed intrattenere con i nostri ospiti.

Incontro con lo scrittore Giovanni Orelli

11 dicembre 2012

alle ore 18.00

presso la Sala Tami,

Biblioteca cantonale di Lugano


Da L'anno della valanga all'anno del "Grand Prix Schiller"

Incontro con lo scrittore Giovanni Orelli

in collaborazione con ASSI e PEN

 

Giovanni Orelli

È nato a Bedretto nel 1928. Ha insegnato in vari ordini di scuola. Vive a Lugano. Ha pubblicato tre romanzi presso Mondadori (Il primo è L'anno della valanga, di recente tradotto anche in russo), uno da Einaudi, Il sogno di Walacek, tradotto per la Gallimard e negli Stati Uniti, e due con Donzelli, Il treno delle Italiane e Gli occhiali di Lerolieff.

Ha pubblicato diversi racconti ticinesi (La raccolta più recente è Da quaresime lontane), e diverse raccolte di poesia, l'ultima delle quali, Un eterno imperfetto, è uscita da Garzanti.

Nel dialetto di Bedretto ha pubblicato le poesie di Sant'Antoni dai padü (Scheiwiller); in italiano due raccolte di sonetti, Quartine per Francesco (Interlinea) e Concertino per rane (Casagrande).

Ha curato un'antologia (Storia e testi) delle lettere nella Svizzera italiana e, con Diana Rueesch, Il Carteggio Bertoni-Chiesa. Collabora al settimanale "Azione" con una pagina di segnalazioni librarie.

Nella primavera di quest'anno è stato insignito del Gran Premio Schiller per la seconda volta.

Scrittore molto sensibile alla dinamica elvetica della Svizzera italiana - con particolare riferimento ai rapporti tra il Cantone Ticino e la Svizzera Tedesca - in una prospettiva storica (i rapporti negli ambiti più 'federali' quali le FFS, il servizio militare tradizionale, l'emigrazione nelle città svizzere), ma anche più attuale, con particolare attenzione alla sopravvivenza della lingua e della cultura italiana nel resto della Svizzera.

Le tematiche presenti nell'opera di Orelli riguardano essenzialmente il passaggio dal vecchio Ticino rurale alla nuova regione di periferia tra Zurigo e Milano, affrontate con impegno civile e anche con accenti ironici e polemici.

 

Prolusione:

Tatiana Crivelli

Titolare della Cattedra di Letteratura italiana all'Università di Zurigo

Dialogherà con lui:

Maria Grazia Rabiolo

Giornalista RSI

Interventi di:

Gerardo Rigozzi

Direttore della Biblioteca cantonale di Lugano

Alda Bernasconi

Presidente ASSI

Franca Tiberto

Presidente PEN

Letture di Diego Gaffuri, attore della RSI

Interventi musicali di Maristella Patuzzi, violinista


"Come scrittore, so bene di non sfuggire, come qualunque altro scrittore, in qualunque parte del mondo, a quella esigenza formulata da Goethe: di vedere il mondo in me e io nel mondo".

Giovanni Orelli, Erfundene Schweiz - La Suisse imaginée, Chronos, Zurigo 1992

Festa di fine anno 2012

8 dicembre 2012

alle ore 17.00

presso il

Palazzo dei Congressi di Lugano

sala C

ASSI e PEN

invitano allo spettacolo di

Ferruccio Cainero

e

Danilo Boggini

Leggendo fuori stagione

entrata prezzo speciale fr. 15.00

Ci sono certe giornate al mare fuori stagione, dove tutto è più limpido, terso, spazioso, selvaggio, naturale e nello stesso tempo più intimo, striato da una sottile vena di malinconia. Ho immaginato di camminare sulla spiaggia deserta in riva al mare e di trovare tra la sabbia un diario, perduto da chissà chi o forse gettato via chissà perché: tanti piccoli brevi racconti, note, emozioni, ricordi, poesie, appunti musicali, scritti a mano con una calligrafia minuta, ostinata, briosa, impulsiva, e suddivisi nelle quattro stagioni dell'anno. La sabbia che scivolava dalle pagine sulle mie mani era la clessidra che scandiva il tempo mentre leggevo ad alta voce queste note e Danilo con la sua fisarmonica le musicava. Ci hanno emozionato, divertito, appassionato. Il tempo è volato via: quasi due ore senza che ce ne accorgessimo.

Ferruccio Cainero è un artista del racconto pieno di temperamento. Il suo vocabolario teatrale, semplice ma vasto, è particolarmente versatile e con una solida base tecnica che affonda le sue radici nella tradizione della Commedia dell'Arte. Nei suoi spettacoli i ricordi familiari e i semplici fatti della vita quotidiana si trasformano in meravigliose epopee surreali, esilaranti, tragiche e graffianti, che ci donano inaspettate e folgoranti chiavi di lettura di questo nostro tempo. Da tantissimi anni Ferruccio Cainero affascina e conquista il pubblico in Europa con la sua bravura e autenticità che è prova di un virtuosismo che non ha confini linguistici.

Negli ultimi 30 anni Cainero ha scritto e messo in scena 40 spettacoli teatrali. Molti di questi sono stati grandi successi, alcuni hanno girato tutto il mondo ed alcuni sono da anni in cartellone. Come autore e regista ha sviluppato con grande bravura e talento la capacità di mettere in scena spettacoli "plurilingue".

Danilo Boggini, fisarmonicista, pianista, compositore e arrangiatore nato a Giubiasco (Canton Ticino) il 9 settembre 1967, alterna la propria attività jazzistica a collaborazioni con artisti di diversa estrazione, a cavallo fra Svizzera e Italia.

Alterna l'attività di musicista professionista a quella di insegnante di italiano presso il Liceo Cantonale di Bellinzona. Si è infatti laureato in lettere nel 1991 a Friburgo con la tesi 'La poesia per musica di Ottavio Rinuccini', per la quale nel 1994 si è visto assegnare il premio "Nuova Antologia" nella sezione giovani.

Nel 1999 ha conseguito presso la medesima università il titolo di dottore con la tesi 'Le poesie di Ottavio Rinuccini', edizione critica, che vedrà presto la luce presso la casa editrice torinese RES.

Che ne è della nostra italianità?

17 novembre 2012

alle ore 17.00

presso il

Palazzo dei Congressi di Lugano

sala C

tavola rotonda dal titolo:

Che ne è della nostra italianità?

 

dibatteranno il tema:

Claudio Lardi

Alessio Petralli

Carlo Piccardi

Stefano Vassere

 

moderatrice:

Giulia Fretta

 

[...] il problema non è ormai più tanto quello di trovare un equilibrio tra la nostra matrice culturale italiana e la dimensione globalizzata delle relazioni, quanto quello di una coscienza dell'italianità fortemente affievolita, sempre meno percepita come componente distintiva della nostra condizione che, essendosi in Italia imposta negli ultimi anni una mentalità civilmente e culturalmente deresponsabilizzata (e trovandoci a subire la pressione del frontalierato come una minaccia), oltretutto ci allontana sempre più da quella che dovrebbe essere la nostra madrepatria culturale.

Il processo era stato avvertito più di vent'anni fa da Giuseppe Martinola, interrogato da Sergio Caratti in una serie di '36 interviste al Ticino che cambia' (Quaderni della Banca del Gottardo, Lugano 1990), su cui ha recentemente attirato l'attenzione Giovanni Orelli ("Il cantonetto", dicembre 2009):

"La voce italianità non fu cara soltanto al Chiesa e al Calgari [...]. Fu cara sempre e cara deve restare: a condizione che si accompagni al sentimento. Altrimenti si illanguidisce in un'italianità da etichetta.

Nell'Ottocento, basta scorrere i verbali del Gran Consiglio, nei duri momenti in cui il Ticino si sentiva soffocato e incompreso dalla Confederazione fino a metterlo sotto tutela, dai banchi si alzò anche una voce estrema: nazionalità, che era un'affermazione piena e ferma. Oggi è invalsa una voce che dovrebbe suonare sinonima: identità. Che a ben considerarla è un dire e non dire italianità, e piuttosto un non dire, rinchiudendosi in un isolamento piccino e gretto".

Sono parole che, a fronte di un procedere senza rotta nel pelago della globalizzazione, dovrebbero indurci a ritrovare una definizione specifica dei nostri caratteri distintivi, fondata e ragionata, non semplicemente sfoderata come affermazione di interessi politici, economici o altro, ma come "sentimento" appunto, come espressione di un senso di appartenenza a un importante contesto di civiltà fortemente e intimamente motivato. Più di quanto non lo sia oggi lo si manifestò paradossalmente in anni difficili, quando tale disposizione confliggeva con i sospetti di irredentismo, e ancor più durante il ventennio mussoliniano quando i nostri intellettuali seppero declinarlo orgogliosamente senza cadere nella tentazione di agire collateralmente al fascismo.

Quale migliore occasione più del centocinquantesimo dell'unità d'Italia poteva allora venirci offerta, inducendoci a ripercorrere il ruolo significativo detenuto dal Ticino nelle vicende del Risorgimento, non solo indirettamente come rifugio dei perseguitati politici, ma come contesto mobilitato a sostegno diretto dell'affermazione delle idee liberali, propagandate in tutta Italia proprio dalle pubblicazioni che uscivano dalle nostre tipografie, sostenute generosamente da figure esemplari quali i mazziniani fratelli Ciani e da una militanza che dalle simboliche rappresentazioni di un Vincenzo Vela si diramò nello spirito battagliero dei volontari ticinesi della colonna Arcioni e della colonna Vicari, che nel 1848 scesero a Como e a Milano a dar man forte ai patrioti insorti contro gli Austriaci, culminato nel sacrificio del diciottenne luganese Emilio Morosini caduto nel 1849 in difesa della Repubblica romana! È clamoroso che in occasione di un simile anniversario, che tutto sommato sta risvegliando l'assopita coscienza nazionale italiana, alla nostra latitudine si sia mancato di dare rilievo alla sola tematica che ci affratella [...]

Carlo Piccardi

da "Autonomia culturale e identità. Che ne è della nostra italianità?" Cenobio n. 2 - 2011

 

Giulia Fretta giornalista, già responsabile del settore Fiction Televisione Svizzera italiana.

Claudio Lardi già Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e della protezione dell'ambiente del Cantone dei Grigioni.

Alessio Petralli è linguista, docente e ricercatore, saggista. Promotore di molte iniziative a sostegno della lingua italiana.

Carlo Piccardi è musicologo, critico musicale e saggista svizzero-italiano.

Stefano Vassere è responsabile del "Repertorio toponomastico ticinese" e docente di linguistica generale nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano.

Le erranti radici

Festa delle letterature balcaniche

27 ottobre 2012

ore 16:00

atrio Biblioteca Cantonale e del Liceo

via A. Maspoli - Mendrisio

promosso da:

Associazione Scrittori Svizzera Italiana

Biblioteca Cantonale e del Liceo di Mendrisio


In seguito al grande successo dello scorso anno ottenuto con la Festa della Letteratura Brasiliana, quest'anno l'ASSI, in collaborazione con la Biblioteca cantonale di Mendrisio, ha deciso di organizzare la Festa delle Letterature Balcaniche.

Per l'occasione si presenteranno con le loro opere,

quattro autori ticinesi giunti nella Svizzera italiana da quell'area geografica:

Diamant Abrashi, Marko Miladinovic, Nenad Stojanovic, Halime Suli.

Musica con il complesso tradizionale balcanico

The Balkan Lovers

Infine si potranno degustare alcune specialità gastronomiche tipiche della regione.

Interverranno:

Alda Bernasconi - presidente ASSI, Claudio Origoni, Roberto Regazzoni, Rolando Schärer - bibliotecario

L'eretico di Soana

22 settembre 2012

ore 17.30

Park Hotel - Rovio

L'ASSI, uno dei promotori del progetto

"Il Generoso la montagna europea dei racconti e delle fiabe",

ricorderà lo scrittore

Gerhart Hauptmann

nel 150° della nascita e nel 100° conferimento del premio Nobel per la letteratura del 1912, con la presentazione della nuova edizione del romanzo da lui scritto durante i periodi di vacanza passati sulle falde del Generoso.

L'eretico di Soana

Edizioni Ulivo

illustrazioni di Marco Lupi

con Ketty Fusco e Paola Colotti

Andar per osterie...

9 settembre 2012

ore 16.00
Grappoli di Sessa

Abbiamo voluto invitare un ospite reclamato a gran voce dai nostri soci e dai nostri amici:

Gianfranco Scotti

il quale reciterà alcuni brani di Carlo Porta tra cui

"La Ninetta del verzee"

Come ogni anno ai Grappoli, si dedicherà l'attenzione ad alcuni scrittori soci ASSI. Questa volta, prendendo lo spunto dal tema che il nostro ospite ci presenterà, abbiamo proposto a:

Silvana Chiesa Borioli, Paola Colotti, Annamaria Pianezzi Marcacci, Fausto Sassi, Giorgio Tognola di scrivere un breve racconto, che leggeranno, dal titolo

"andar per osterie".

Festa nazionale sul Generoso

1 agosto 2012

Vi proponiamo il programma allestito per festeggiare degnamente:

LA MONTAGNA EUROPEA DEI RACCONTI E DELLE FIABE

ore 15:30

nelle officine della Ferrovia Monte Generoso a Capolago,

con il gruppo teatrale di ragazzi "Raduga" di San Pietroburgo verrà narrata la storia:

"LE NOZZE DI BIANCANEVE SUL MONTE GENEROSO"

entrata gratuita

ore 16:35

salita con il trenino in vetta in compagnia di Biancaneve, il Principe e i sette nani.

Ci sarà per tutti i bambini una bella sorpresa.

ore 17:45

partirà un trenino dalla vetta del Generoso per chi volesse rientrare a Capolago.

ore 18:00

in vetta sarà consegnato ad Angelo Frigerio il premio Fratelli Grimm 2012.

L'ASSI, Associazione Scrittori della Svizzera Italiana,

ricorderà la carriera letteraria del suo Socio onorario.

ore 19:15

aperitivo sulla terrazza panoramica e

Cena per la Festa del 1° agosto

con la partecipazione del "Gruppo musicale Otello".

ore 23:15

per tutti, trenino di rientro dalla vetta a Capolago.

Trenino e cena fr. 69.00

Riservazione indispensabile: 091 630 51 11

info@montegeneroso.ch

 

Organizzazione:

ASSI-Associazione Scrittori Svizzera Italiana

Società Svizzera delle Fiabe - Associazione Fratelli Grimm, Kassel.

Fondazione Animo Generoso - Fondazione Sant'Angelo, Loverciano

Centro Svizzero San Pietroburgo - Kiwanis Club Lugano, Mendrisiotto e Varese

Ferrovia Monte Generoso

Patrocinio:

Città di Mendrisio - Comune di Riva San Vitale - Ente turistico Mendrisiotto e basso Ceresio

Musica e parole

sabato 12 maggio 2012

al termine dei lavori assembleari,

alle ore 17:00 circa

incontro con

Vincenzo e Marco Todisco

in

MUSICA E PAROLE

Un incontro musicale e letterario di due fratelli anche nell'arte:

lo scrittore Vincenzo Todisco e il cantautore Marco Todisco,

in un dialogo tra parole e musica, si raccontano attraverso le loro storie.

Lo scrittore e il musicista intraprendono insieme al pubblico un viaggio

popolato da personaggi indimenticabili, costellato da incontri suggestivi e

trame che solo la vita con le sue sfaccettature è in grado di tessere.

Seguendo la bussola della poesia e dell'ironia,

i suoni e le frasi si alternano,

si completano e avvolgono l'ascoltatore

con la magia del racconto in musica e parole.

 

Seguirà un rinfresco offerto dall'ASSI,

e una cena, su prenotazione, concluderà la serata.

Lacrime in forma di parole

sabato 21 aprile 2012

alle ore 17.00

Palazzo dei Contressi di Lugano - sala E

L'ASSI

vi invita alla serata dedicata al tema della memoria.

Il documentario radiofonico di Luciano Marconi, del 1989 e vincitore del premio Canevascini dello stesso anno, dal titolo

LACRIME IN FORMA DI PAROLE

introdurrà la storia del 'Diario' scritto su un lenzuolo da una donna del popolo, depositato all'Archivio di Pieve Santo Stefano.

Oltre al documentario commentato da

Luciano Marconi,

Anna Maria Mion

leggerà alcuni testi del 'Diario',

Pietro Bianchi

ci allieterà con la sua musica.

"Clelia Marchi arrivò a Pieve S. Stefano un giorno d'inverno del 1986, col suo lenzuolo sotto il braccio. Era venuta in treno fino ad Arezzo. Era scesa dalla corriera, con l'aria compunta e festosa delle donne già avanti negli anni, che hanno trascorso una vita intiera senza mai uscire dal perimetro del loro comune di nascita. Un viso bello, incorniciato da una capigliatura canuta e ben pettinata, le trecce attorcigliate, gli occhi sfavillanti. Portava l'età indefinita di una capofamiglia contadina vestita bene per una cerimonia. Con lei venivano il sindaco di quel paese della provincia mantovana, Remo Verona, e Rosanna Mai, assessore alla cultura. E anche qualche parente o amico."

Così inizia la prefazione di Saverio Tutino al volume di Clelia Marchi

GNANCA NA BUSIA

fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, pubblicato nel 1991.

Questo libro riporta il testo del famoso 'Diario' scritto dall'autrice, dopo la morte del marito, su un lenzuolo, durante le notti insonni.

La memoria: un bene inestimabile!

Non per niente molti scrittori, poeti, drammaturghi ne

avvertono il fascinoso appello

dando vita a volte a veri capolavori.

Ma alla memoria ricorrono anche persone semplici, umili,

come la donna del lenzuolo e anche in questo caso, con le

dovute riserve letterarie, possiamo parlare di capolavoro.

Capolavoro di umanità.

L'ASSI sensibile ad ogni spunto culturale degno di attenzione, nell'invitarvi alla manifestazione che ripropone a distanza di vent'anni il documentario radiofonico di Luciano Marconi per la RSI.

LACRIME IN FORMA DI PAROLE

annuncia l'iniziativa assunta con

l'Associazione Villa Orizzonte di Castelrotto e la Regione Malcantone tesa a dare vita nella Svizzera italiana ad un 'Archivio della memoria' sull'esempio di quello di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e pertanto invita tutti coloro che hanno nel cassetto un diario meritevole di attenzione di mettersi in contatto con la nostra Associazione

Migrando - C@ntastorie

Canti e ricordi dell'emigrazione italiana in Svizzera

sabato 10 marzo 2012

alle ore 17:00

appuntamento al

Palazzo dei Congressi di Lugano - sala C

l'ASSI

vi invita alla rappresentazione di

 

MIGRANDO

C@ntastorie

 

MARINA FRIGERIO

Voce narrante

UMBERTO CASTRA

Chitarra e voce

LUIGI FOSSATI

Chitarra, fisarmonica, mandolino

 

L'immigrazione italiana in Svizzera cominciò oltre cent'anni fa.

Lavori pericolosi e malpagati, iniziative xenofobe, impedimento dei ricongiungimenti familiari ma anche nuove amicizie, gesti solidali, interessi e amori biculturali. Improvvisamente ci si è accorti che gli "stranieri" e le loro usanze erano diventati familiari.

Com'è successo, lo scopriremo ascoltando le storie di Lisetta Rodoni, da decenni libraia a Zurigo, arrivata in Svizzera nel dopoguerra per lavorare in fabbrica; di Schang Hutter, artista e scultore che, raggiunta la pensione, ha imparato l'italiano ed è tornato nella terra dei suoi avi; di Pietro e Maria, che da bambini hanno vissuto nascosti in casa perché i loro genitori erano stagionali; di Chiara, cresciuta in un collegio per lo stesso motivo e di tanti altri protagonisti.

Episodi di solidarietà e amicizia si mescolano a storie di discriminazione e ingiustizia e intrecciano il destino di una comunità ormai parte integrante del paese che l'ha accolta.

Un secolo di storia è un capitale di esperienze che può tornare utile all'Italia di oggi, ma anche al Ticino terra di migranti, per non dimenticare, che fino a pochi anni fa, a partire eravamo noi.

I racconti e le canzoni dei C@ntastorie ci riportano a vicende che hanno segnato la vita di tutti noi risvegliando ricordi e incontri e suscitando ogni volta commozione e calore nel pubblico.

I C@ntastorie sono:

MARINA FRIGERIO - Voce narrante

Nata e cresciuta nel Luganese, è discendente di immigrati lombardi. Psicologa dell'età evolutiva, psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico e supervisore, ha lasciato il Ticino per frequentare l'università a Zurigo. Lavora con altre colleghe in uno studio privato a Berna. Da quasi 30 anni si occupa anche professionalmente di emigrazione. Ha fondato tra l'altro il consultorio familiare italiano FOPRAS di Soletta e per molti anni ha lavorato nei servizi psichiatrici per bambini e adolescenti dei cantoni di Soletta e Berna. Nel 2002 dottorato di ricerca all'Università di Zurigo sull'integrazione della comunità italiana in Svizzera. È membro della società di psichiatria, psicoterapia e psicosomatica transculturale di lingua tedesca. Marina Frigerio raccoglie e racconta da vari anni storie di emigranti.

UMBERTO CASTRA - Chitarra e voce

Romano e aquilano, è terapeuta familiare, ha studiato presso la SFEC dell'Università La Sapienza di Roma. È stato per anni il responsabile dei progetti di prevenzione, rivolti alla comunità italiana dell'Ufficio Federale della Salute. Da diversi anni Umberto Castra lavora come consulente e terapeuta presso la Rete Contact nel settore della terapia e della prevenzione della tossicodipendenze. È un appassionato e apprezzato chitarrista e cantante.


LUIGI FOSSATI - Chitarra, fisarmonica, mandolino

Psicologo brianzolo, polistrumentista, è in Svizzera da pochi anni e, appasionatosi da subito ai temi della migrazione e alla storia della comunità italiana, si è specializzato in comunicazione interculturale. Ha alle spalle una vasta esperienza in campo educativo e nell'animazione sociale. Ha lavorato tra l'altro in un centro per richiedenti l'asilo e come responsabile di un progetto di sviluppo di quartiere a Soletta. Ha collaborato come musicista in diverse formazioni in Svizzera e in Italia, tra cui un gruppo di musica popolare del sud Italia (Briganti) e un gruppo tributo a Fabrizio de Andrè (Pittima). Attualmente suona con i C@ntastorie, con il Gruppo Ratatila (Pizzica salentina) e nella formazione "Le chat qui danse".

Corso di letteratura russa

Quando inizia la letteratura russa? Esiste una letteratura russa Antica e Medioevale? Che cosa è stato scritto in questo periodo? Perché di solito i libri iniziano trattando la letteratura russa dell'Ottocento e ignorano quella precedente? A queste e ad altre domande cercheremo di dare una risposta nel nostro corso. Non studieremo un arido elenco di luoghi, nomi, date e opere, ma cercheremo invece un approccio critico alla letteratura russa. Dobbiamo capire innanzitutto il periodo storico, il background culturale, per comprendere in tal modo il processo personale, psicologico, culturale e creativo dell'autore e capire quindi la sua creazione artistica. Cercheremo di comprendere pertanto come gli autori dell'Ottocento non siano nati improvvisamente dal nulla, ma siano la naturale evoluzione letteraria di un processo iniziato secoli prima. Non ci stupiremo allora quando vedremo come alle loro spalle ci sia il ricchissimo patrimonio della letteratura Antica e Medioevale, conosciuto da loro molto bene. Come si potrebbe altrimenti studiare il Romanticismo senza conoscere la letteratura Medioevale? O come si potrebbero ancora studiare le fiabe di Pushkin senza conoscere la letteratura Antica? Alla fine del corso quindi lo scopo non è solo quello di capire la forma del racconto o della poesia di un dato autore, così da potere dire "mi piace", ma soprattutto comprendere "il suo senso e il suo contenuto", poiché solo così potremo dire di avere capito bene l'autore e la sua opera.

 

Giorgio Pasini è nato a Milano nel 1963 e risiede a Lugano. Dopo aver conseguito una Laurea in Lettere e filosofia, una in Lingue e Letterature Straniere moderne (specializzazione: russo), alla Cattolica di Milano nel 1987, ottiene un Master in Storia e Istituzioni dell'Europa Orientale all'Università Statale di Mosca, nel 1991 e la Licenza, nel 1996, e il dottorato in Scienze Ecclesiastiche Orientali nel 2001, all'Università Gregoriana di Roma. Ha insegnato in vari Licei e Università in Italia e in Russia. Non si contano le sue pubblicazioni partendo dal 1988 al 2011.

 

Con questa premessa l'ASSI ha intenzione di organizzare un CORSO DI LETTERATURA RUSSA, a cura del Prof.GIORGIO PASINI, articolato in 4 lezioni di 90 minuti (2 x 45').

Il corso si terrà alla Scuola Media di Canobbio (facilmente accessibile e senza problemi di parcheggio) il mercoledì sera dalle ore 20.00 alle 21.30 nei giorni 7-14-21-28 marzo.

Il costo complessivo del corso è di fr. 120.-

Numero di partecipanti minimo 12 - massimo 15.

Il corso avrà luogo se il numero necessario di partecipanti sarà raggiunto.

Iscrizioni entro il 20 febbraio 2012 presso il

Segretariato ASSI

c/o Nasser Pejman

via Industria 20

6963 Pregassona

oppure all'indirizzo e-mail info@assi-ti.ch

Una strada che porta lontano

domenica 12 febbraio 2012 - ore 17:00

Teatro il Cortile

via Boscioro 18 - Viganello

L'ASSI,

ricordando il bel successo dello spettacolo 'Il paradiso delle donne' di Santuzza Hoberholzer,

dell'8 dicembre 2010 al Palacongressi di Lugano,

ha pensato di farvi cosa gradita e di proporvi,

in collaborazione con

il Teatro il Cortile

la rappresentazione di:

 

Una strada che porta lontano

spettacolo di narrazione e canto, autrice e interprete

Santuzza Oberholzer

del Teatro dei Fauni - regia Martin Bartelt

È la storia di un viaggio, di un andirivieni dalla Svizzera italiana alla "Merica" passando anche dall'Italia, da Zurigo al deserto, dal passato al futuro, dalle due guerre all'amore. Lo spettacolo è costruito passo a passo, tesse i fili di storie considerate minuscole e personali inserite nella Storia del mondo. È il cammino di cinque generazioni, uguale a quello di migliaia di donne partite per inseguire un sogno, per sfuggire da un incubo, per aprire gli occhi sul mondo. È la storia dell'emigrazione dal punto di vista femminile con lo sguardo complice del presente che non vuole dimenticare. La realtà spesso supera la finzione e diviene leggenda, domande e risposte di un passato comune a tutti gli emigranti.

Questo racconto familiare si inserisce in un più ampio contesto di Storia: la storia privata e personale delle protagoniste si inserisce nei cambiamenti politico-culturali e nei grandi temi sociali che hanno attraversato i secoli. La sempre maggior rapidità dei mezzi di trasporto dalle navi a vapore agli aerei è lo specchio dei cambiamenti avvenuti in 150 anni anche se ieri come oggi si partiva con valigie di cartone e sogni d'oro. La storia parte da Aurelia, nata in una valle della Svizzera italiana nel 1864. Nomen omen, dicevano i Latini: nel nostro nome è il destino.

Così Aurelia delinea quella strada che porta lontano, via dalla stretta cornice dei monti, lontano, verso un destino disegnato già nel suo vestito color malva.

La figlia è l'emblema di chi resta, ma quando si innamora, sposa uno straniero, subisce il razzismo dei suoi compaesani, ostili a quei "Taglian" ladri di donne e lavoro. La terza generazione ha il ritmo dello swing, finita la seconda guerra mondiale c'è voglia di ricostruire, si sogna ad occhi aperti.

L'ultima è una ragazzina che dà del filo da torcere ai maschi, si ribella. Decide di attraversare l'Oceano seguendo la via della bisnonna.

Entrata fr. 20.00. Per chi presenterà la tessera personale dell'ASSI 2011, fr. 10.00.

Giovanni Bonalumi

venerdì 27 gennaio 2012 - ore 20:30

Centro culturale Elisarion

via Rinaldo Simen 3 - Minusio

L'ASSI

in collaborazione con

il Centro culturale Elisarion

organizza una serata dedicata a:

 

Giovanni Bonalumi

uomo e scrittore

Intervengono:

Renato Martinoni, Professore all'Università di San Gallo,

Diego Gaffuri, attore.

Nel gennaio di dieci anni fa moriva a ottantadue anni Giovanni Bonalumi.

Professore emerito dell'Università di Basilea, autore di romanzi e di racconti, poeta e traduttore, abitava a Minusio.

Nel corso della serata verrà tracciato un profilo dell'uomo e dello scrittore, si leggeranno alcuni brani tratti dalla sua opera e si potranno riascoltare alcune interviste conservate negli archivi sonori della RSI.

"Giovanni Bonalumi è nato nel 1920 a Muralto. Nel 1947 ha ottenuto il dottorato in letteratura francese e italiana all'Università di Friburgo. Ha insegnato dal 1954-1973 presso la Magistrale di Locarno. Dal 1967 al 1990 è stato professore di letteratura italiana all'Università di Basilea. Per il suo romanzo Gli ostaggi nel 1954 ha ricevuto il Premio Charles Veillon e nel 2000 il premio del Comune di Monselice (Italia) per la traduzione. Nel 1971 è stato presidente della Società degli Scrittori Svizzeri. È morto a Locarno nel 2002."